Questo non è un twit

A Maggio ho rifatto la pizza coi tomini, ne ho una foto che devo ancora pubblicare.

I passi in avanti che ho fatto nel metodo napoletano non sono ancora abbastanza, in realtà io sono molto lento nell’imparare perché ogni metodo nuovo devo farlo mio e procedo sempre a passi piccoli.

Mi sono dato ancora 3/4 mesi di tempo, senza fretta.

Intanto eccomi qua, da molto che non scrivo, va bene così: questo spazio esiste perché non è obbligatorio.

Non devo scriverci spesso, né sono costretto a scrivere cose intelligenti o interessanti. Solo cose mie.

Allora vorrei salutare una persona che se n’è andata il mese scorso.

Era l’ultimo di quella stirpe, forse anche il più dolce di tutti. Aveva tutti i difetti che un approccio del genere comporta in questo mondo, aldilà della fortuna e della sfortuna.

Ci son posti che associo alle persone, ai ricordi che ne ho, questi sono i posti infestati dai miei spettri, che prendono vita dalla mia mente ogni volta che passo di lì o che penso a quelle zone.

Eccola lì la palude, quella distesa di canne, di acqua inquinata, zona mai bonificata.

Ma qual’era il posto delle lucertole?

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