A monte Sirai

Allora è stabilito, andiamo all’acropoli.

C’è stata un pò di indecisione, perché quando andammo a visitare i nuraghi, Seruci e Barumini, i bambini si erano annoiati.

Ma sono passati un paio di anni.

Siamo in 3 famiglie, è l’ultima visita guidata prima della chiusura del sito, sono le cinque e mezza.

C’è una famiglia con un figlio unico e una coppia.

Sono turisti senza particolari legami con la Sardegna e durante la visita si scambiano impressioni sulla loro vacanza e quanto hanno visto fino ad adesso, ci capita di sentirne qualche stralcio anche senza volerlo, hanno un tono ineludibile. Il trio è particolarmente petulante e la chicca che viene fuori, già sentita molte volte riguarda la loro impressione positiva di come fosse buona la cucina di mare sarda.

Stupiti perché, si sa, la cucina sarda è una cucina di terra e non credevano di trovare dei piatti di questa qualità.

Avrò sentito questa cazzata mille volte in vita mia, ma mi continua a stuzzicare.

Insomma ma che strano, in un’isola sanno anche cucinare i pesci! Magari anche meglio che a La Spezia… Maporc…

Intermezzata dalle interruzioni imprescindibili della famiglia spezzina la guida riesce a mostrarci l’acropoli per poi portarci verso la necropoli. Sembra di essere tornati in seconda media con la secchiona di turno che deve dimostrare di sapere tutto e non fa altro che avverare il detto “chi troppo parla nulla sa”.

Ecco la forza del vento, qui c’è un olivastro piegato…

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Giungiamo alla necropoli e qui l’attenzione dei bambini sale.

Insomma mica sono le rovine di prima, qui ci sono le tombe! I morti! Evviva!

Ne visitiamo una, con la scultura della dea Tanit, purtroppo rovinata da un mancato furto.

C’è anche una ranocchietta che abita qui…

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Poi si va verso il Tofet, la necropoli dei bambini, la guida si affretta a precisare che non trattasi di sacrifici umani, come se stesse parlando del buon nome di qualche lontano parente sospettato di infanticidio…

🙂

Beh, pare sia così, ma mi ha divertito la sua solerzia e il suo piglio difensivo.

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Uscendo ci mostra l’anfiteatro, faranno uno spettacolo serale gratuito là qualche giorno della settimana successiva.

Abbiamo acquistato il biglietto integrato per la visita anche al museo archeologico e palenteologico, chiediamo informazioni prima di andarcene.

La prossima tappa è il museo palenteologico i bambini sono rimasti contenti della visita, scommessa vinta, adesso arriveranno i dinosauri.

Gugu vede sul depliant la foto dello scheletro di un T-Rex a grandezza naturale.

Inizia a martellarci…

Mi avvicino

Mi avvicino alla finestra, per prendere una posata.
Vedo un’ombra, fuori.
Allora vado dietro alla porta per vedere dalle fessura della persiana.
Sembra un uomo.
Sta pisciando. Almeno cosi’ mi pare.

Lascio perdere e torno a tavola.

Finito di cenare, apro la porta e mi siedo sui gradini mente i bambini giocano in strada.
Tra poco iniziera` a fare buio.

Ecco che si avvicina una persona, e` quella di prima. Era proprio un uomo.

E` abbronzatissimo, alto magro e decisamente in forma.
Non veste altro che un costume da bagno e un paio di ciabatte da mare.

Si avvicina, ha i capelli neri e la carnagione scura.

Farfuglia qualcosa in Inglese, mi chiede se so l’Inglese o il Francese.

Capisco dal suo accento che e` Francese.

Gli rispondo direttamente in Francese.

Viene da Perpignano, in Catalogna.

E` stato al mare tutto il giorno e non sa come tornare a casa.

Mi spiega che era andato in spiaggia con la famiglia, sua moglie e i figli.
Ha litigato con la sua meta`, che non ne voleva sapere di andare al mare in quella spiaggia cosi’ affollata e l’ha lasciato in spiaggia, portandosi via l’auto i vestiti, i documenti e i figli.

Ha con se’ una borsa e in effetti ci sono solo un paio di teli mare e un pallone da pallavolo.

La moglie l’ha mollato in spiaggia e lui ci e` rimasto.
Non se l’e` andato a riprendere e lui non ha fatto nulla per tornare a casa.

Si sara` divertito, fatto il bagno, giocato col pallone e poi ha cercato un passaggio, verso sera per tornare a casa, gliel’hanno dato fino al bivio vicino a casa nostra.

Ci spiega dove ha affittato casa, non si capisce molto bene perche’ farfuglia un nome che deve essere inventato da qualche operatore turistico per gli stranieri perche’ anche il mio vicino non riesce proprio a capire dove possa essere.

Siamo comunque sicuri che mancano almeno ancora 10 se non 20 km.

Sta venendo buio.

Come fara` quest’uomo a tornare a casa?

Mi chiedo se sia prudente credere a quel che racconta, lui sa che la situazione sembra paradossale.
Infatti mi domanda se credo che mi stia ingannando.

Rispondo di no, in fin dei conti non me ne frega nulla perche’ lo so, non e` gentile, ma non ho intenzione di portarlo da nessuna parte.

Mi sembra che sia stato un po’ scemo a far quel che ha fatto e glielo dico, sembra alterarsi ma gli conviene darsi una calmata, in fin dei conti io e il mio vicino, che non parla una parola di Francese, siamo la sua unica speranza. Perche’ di pullman ormai non ne passano piu` e comunque non ha i soldi per il biglietto, in queste condizioni l’autostop non funziona dice che e` un’ora che ci prova e di farsi aiutare dalla polizia, come gli suggerisce il mio vicino non ci pensa affatto.

Riusciamo a contattare la moglie al telefono, la telefonata deve anche essere costata un capitale al mio vicino, perche’ il numero ha un prefisso francese.

Si accorda con la moglie e va al bivio ad aspettarla.

Prima di congedarsi mi spiega che in tutto il giorno non ha mangiato un cazzo e mi chiede se ho qualcosa da dargli. Che coglione…
Gli do’ un pezzo della favolosa margherita senza uova fatta da Merylyn.
Lui la prende ringraziandomi e se ne va mangiandosela, non e` molto.

Resto sui gradini voglio vedere come va a finire.

Dopo una decina di minuti arriva la moglie, lui da lontano mi salute e mi ringrazia, sale in macchina e se ne va. Stanno litigando.