Quando la casa si ribella

Martedì 19 Maggio.

È stata una giornata pessima, difficile.

La giornata lavorativa è stata massacrante e avara di soddisfazioni.

In poche parole sono nella merda fino al collo.

Torno a casa letteralmente bollito.

Non riesco nemmeno più a parlare le mie ultime sinapsi le ho gettate di fronte al monitor dell’ufficio.

Mi sento come il Venerdì sera ma è solo martedì.

Ho lavorato troppo e sono incazzato nero.

Ceno, in uno stato catatonico.

I figli sono euforici come al solito. Io un ectoplasma.

Vogliono il gelato.

Ma sì dai anche io, stasera dovrei fare allenamento ma ho già deciso di saltare.

Sono anche un pò demoralizzato.

Mi arrampico a prendere un pò di grappa.

La mensola cede e prendo 3 bottiglie di vetro, piene di liquore, in testa.Qualcuna si rompe al suolo, inclusa l’ultima bottiglia di liquore di mia nonna morta 3 anni fa.

Questione di millimetri e mi avrebbero centrato la tempia destra.

Ho un bernoccolo enorme che tampono subito col ghiaccio, per fortuna si sgonfierà.

C’è alcol (whiskey, liquore, amaro) dappertutto e vetri in ogni dove.

La puzza di alcol è tremenda puliamo ma resta uno strato zuccheroso, saranno necessarie altre passate.

I bimbi vanno poi a letto ma non è finita qui.

Sto applicandomi il ghiaccio in testa mentre Merylyn stira.

Una fiammata e il ferro da stiro dice ciao.Fottuto al volo.

Stacca tutto, oggi siamo dei sopravissuti.

È mezzanotte andiamo a dormire.

Mettiamo a posto gli ultimi piatti però.

Apro l’anta in alto dello scolapiatti e mi resta in mano. Riusciamo a non farla volare da nessuna parte non sappiamo nemmeno come.

Prendo gli attrezzi e risistemo la cerniera.

Ce l’ho fatta vado a dormire.

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Anche oggi

Ero ancora un po’ rincoglionito e mi guardavo allo specchio.

Ho aperto la finestra, avvicinato lo stendibiancheria preso il maglione, me lo sono messo ho spento la luce e sono uscito.

Dovevo ancora mettermi le scarpe mentre tutti dormivano.

Mi sentivo meglio, non bene ma meglio.

Continuavo a trovare tutto insopportabile ma capivo il senso dell’autoconservazione.

Il senso di una cosa senza senso.

Anche oggi non faro` niente di quello che mi piace, pensavo.