The morning after

Sono stato un liceale brufoloso e metallaro.

C’era un gruppo tedesco, i Tankard, che in ogni loro canzone parlavano di birra.

Un loro disco si intitolava “The morning after” e c’era un brano che portava lo stesso titolo. Parlava di uno che, guarda caso, si era ubriacato e il giorno dopo se ne pentiva: I regret the morning after.

Ho un livido pazzesco al gomito sinistro, ieri durante un placcaggio sono caduto male, appoggiandomi ed ho sentito crac.

E` da stamattina che mi ronza nella testa quella canzone, peraltro orrenda.

Ma in realta` non me ne pento anzi spero che mi si sgonfi presto che non voglio perdere il prossimo allenamento…

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Mi mancano i maiali

Non sono ancora le otto del mattino.

E` una di quelle odiose giornate autunnali, come se fossimo gia` a Novembre, con un vento fastidioso che abbassa la temperatura e impone la necessita` di vestire una giacca sopra la felpa primaverile, quella bianca con la felce della Nuova Zelanda.

Scendo le scalette della mulattiera mentre alla radio inizia il ruggito del coniglio.

Frotte di adolescenti vanno a scuola, chi alle medie inferiori chi alle superiori.

Scendo ancora, mi avvicino al mare.

Ho visto Jimmy della collina ieri, bello, secondo me Jimmy si butta alla fine, col cazzo che la fa quella vita di merda di galera dentro e fuori.

Entro nella zona pedonale, ma, sporadico, qualche mezzo passa lo stesso, sono residenti.

Nella via del consiglio comunale ci sono i lavori, stanno rifacendo il pavimento, stanno posando le prossime pietre.

Torno in mezzo al traffico e attraverso la via piu` centrale, quella dello shopping modaiolo e dei fastfood americani, sento alla radio gli aneddoti degli ascoltatori, c’e` quello di una che si e` fatta un intero viaggio in aereo con la puzza dei piedi del vicino che si era tolto le scarpe accanto a lei.

Mi verrebbe quasi da vomitare ma tanto non e` peggio di una giornata di lavoro che e` quello che mi aspetta.

Non mi fermo se non ai semafori.

Sono in zona ufficio, di fronte ad una delle tante chiese c’e` una gru mobile, un carrello e uno scooterista che la fotografa.

Di fronte al sagrato ci sono degli alberi, in questa citta` li abbattono tutti per fare parcheggi, ma, calma, questa e` zona libera dall’IMU. Uno zeta sette e mezzo arancione e` posteggiato sotto un albero di questi, sara` del parroco o di uno che si e` fatto furbo?

C’e` un mendicante con un cappello che protegge le orecchie dal freddo e un bastone che aspetta la gente che esce dalla chiesa…

Attraverso questa strada di merda, qui c’era un cinema ora c’e` una sala Bingo e` un posto che mi sta sul cazzo a prescindere.

Faccio un paio di tagli per viottole secondarie e sono qui, entro nel palazzo, eccomi.

Sono 4 chilometri non la migliore delle passeggiate ma da quest’anno ho deciso di farla almeno una volta alla settimana. Cosi’, per disintossicarmi.

Ma mi mancano i maiali. Quelli che vedevo quando vivevo ancora dai miei, in campagna, quando scendevo a piedi verso la valle…

Eppure quella era aria buona.

Pseudo codice

int finesettimana_chiuso_incasa = 0

while (inverno)

{

if ((giorno == sabato) || (giorno==domenica))

finesettimana_chiuso_incasa++

}

Povero Gugu e` iniziato il calvario della tosse, mal di gola, vomito…

Luglioooooooooooooooooooo dove seiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii?

Siamo entrati nel ciclo while e adesso il contatore vale:

finesettimana_chiuso_incasa = 1

Due ore di sera

Certa gente si incazza facilmente.

Altra non si incazza proprio.

Qualcuno ride sempre.

Qualcuno non percepisce i segni degli altri.

Poi corri corri corri corri e quando non ce la fai corri ancora.

Ti alzi e corri.

Non ti incazzi, placchi.

Quando poi sei stanco morto prendi due boccate di ossigeno e ti bucano, tra il primo centro che sale e te che vuoi soltanto aspettare ancora un po’.

Ti prendi una ramanzina e di nuovo riprendi a correre.

Meno male che almeno una meta riesco a farla.