Le ruote

Sabato pomeriggio era una bella giornata.

La piccola aveva però la febbre, così sono uscito solo io con Gugu.

Con la promessa di fare solo una passeggiata ho colto l’occasione per farlo camminare tanto in modo tale che si stancasse per benino.

Due ore circa a piedi, di cui la prima ora tutta salita…

Quando eravamo quasi in cima gli ho detto:

– Allora vuoi fermarti a far rifornimento? Vuoi un pò di carburante?

– Ma papà la benzina va nelle macchine! Noi siamo uomini non siamo macchine!

– Beh sì hai ragione.

– Noi non abbiamo mica le ruote…

Le ruote, ah ecco cosa ci mancava!!!!

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Il nostro 25 Aprile

Il nostro 25 Aprile?

A pranzo ho provato a fare il pane arabo con la pasta madre.

Non è stato male, al momento di fare le foto perché comunque aveva un bell’aspetto, batteria scarica.

Poi i bimbi sui prati per un paio d’orette nel pomeriggio.

La sera prima ho visto un film di Imamura: “Dr.Akagi”.

Il finale, veramente bello, mi ha impressionato.

I due protagonisti, personaggi sconvolti dalla guerra (la seconda mondiale), in una realtà spietata, fatta di povertà e morte vedono l’esplosione della bomba.

Il fungo sale sale sale…

Si porta dietro tutta la polvere della distruzione nucleare che fonde tutto in un attimo.

Poi la nube si trasforma e diventa l’immagine di un fegato, colpito dall’epatite.

La battaglia di una vita per il medico, soprannominato nel villaggio appunto, dottor fegato.

Mi son venute alla mente tante riflessioni, la banalità della vita che non è mai banale ma al massimo semplicemente biologica che non si ferma mai anche di fronte agli sforzi peggiori, alle peggiori infamie come quelle del lancio dei due ordigni atomici, che l’uomo possa ordire e macchinare.

Mah, giusto per entrare nell’umore della festa del 25 Aprile.

Come cantava cialtrongion [Saturday night’s allright for fighting]

20:30 di Sabato 21 Aprile.

Siamo tutti e 4 qui, nella cameretta dei bambini.

Merylyn sta leggendo una favola a Gugu e la piccola, soprannominata Bucchinga (bisognerebbe chiedere al fratello cosa significhi), fa l’elemento di disturbo.

Mentre le sillabe della piccola superano la voce della mamma che legge io me ne chiamo vilmente fuori con la scusa di scrivere sul blog! IHIHIHIHIH

LA PATENTE E’ ANCORA LONTANA..

Mercoledì scorso esame di teoria, vado bella convinta, vabbeh si fa per dire..mezz’ora d’attesa, si comincia con l’appello..arrivva il mio turno, entro sembro rincoglionita mi guardo intorno, l’ing mi guarda un po’ e io come se nulla fosse lo guardo e gli dico…sà ho le gambe che mi fanno giacomo giacomo, e lui”per così poco” risultato non idonea con 9errori, e dire che la mia media era 3 max 4……….vabbeh tra 1mese ci riprovo….porca paletta, mi vedevo già sfrecciare sulle strade e invece..

Riflessioni di un pedone

La moto è dal meccanico quindi oggi a lavoro coi mezzi.

Non appena provo ad attraversare, sulle strisce pedonali più vicine a casa, sfreccia una seicento grigia che mi vede ma il suo guidatore si scusa che non può fermarsi e io in mezzo alla strada che allargo le braccia.

La macchina dopo mi fa passare.

Cazzo, però…

Quell’auto mi avrebbe investito.

Tutto per andare a lavorare.

Ma da dove arriva questa stronzissima fretta, che sembra sempre così necessaria?

Ci hanno messo in testa che il ritmo della vita è frenetico e noi siamo diventati più realisti del re.

Vabbè…