65 anni…

http://pflp.ps/english/2013/05/pflp-on-the-65th-anniversary-of-the-nakba-the-right-of-return-is-non-negotiable/

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Buona notte

Girò alla fine la faccia dall’altro lato e prese sonno.

Fino al prossimo rumore.

Quante parole venivano alla mente adesso, tutte quelle che non riusciva a dire durante il giorno.

Tutto era chiaro e si trovava facilmente la decodifica.

Ma non serviva a nulla, perché nei momenti topici era già tutto svanito.

Quindi poteva accettare l’idea di essere antimoderno, in quanto tale, debole, insicuro, incerto, non all’altezza di tutto.

Se l’imperativo era vincere si era appena addormentato tranquillo, sollevato.

Aveva perso.

La vergine e il pomodoro

Solito divertente Sabato sera, fine del secolo scorso.
Si balla, si beve, chi ascolta musica e basta, chi chiacchera, chi si rilassa.

Poi arrivano le botte, sempre cosí, ogni fine settimana, sarà la vita di merda che facciamo sarà che non sappiamo starcene in pace e alla fine dobbiamo cercare un nemico ma non si capisce per fare cosa, anche quando il nemico non è un nemico.

Cosí solite testate e solite scene del cazzo.

Poi esce fuori lui, con il maglione chiazzato dal sangue dello sfortunato di turno, non l´ha colpito lui, non è uno che litiga, era semplicemente lí.

Oggi ho avuto il bloody, ci manca il riot.

Ma per forza?

E se mancasse il mary? Sarebbe un bloody mary, che ok magari basta bere ma almeno non ci si picchia è che mi sento frichettone io, e poi in fin dei conti è la vergine e il pomodoro.

Cosí, allora nella mia storia, ecco giungere una crisi mistica di fantozziana memoria: la sedicenne di Betlemme gli va incontro, con la testa cinta da ciliegini maturi, ornata da perini al collo, con due grossi occhi di bue in mano.
Ecco prendi e mangiane, tutto questo è il mio sangue versato per te, magna cum laude!

Una cosa inutile

Era lí con la sua faccia da porco.

Sí, con quel suo bel ghigno di uomo arrivato.

Ma non mi aveva parlato di Arcipelago Gulag.

Pensavo chi se ne frega segna questo 30 e non ci penso più.

Invece ci ho pensato, perché poi aveva vinto lui.

Mi ero vestito bene, no la cravatta no, non la so mettere ancora oggi, non la so annodare.

Avevo fatto una cosa, la prima volta, un compromesso con chi era più forte di me.

Non mi era piaciuto.

Ingoiarsi righe e righe di cazzate sulla macroeconomia e il monetarismo e tutto un impianto che dopo Analisi 2, diciamocelo, non stava in piedi nemmeno col cemento chimico.

Era solo una cosa inutile.

 

Un ricordo

Avevo portato, con fatica, i miei 97 cavalli fino al semaforo.
Il grosso stradone intasato era davvero insidioso e si era preso le ultime residue energie mentali del mio cranio esaurito: era Venerdì, all’ora di uscita dagli uffici.
Mi ricordai allora di quella stradina, stretta, quel ponticello sul torrente che stavo per attraversare.
Mi ricordai dei miei 17 anni quando abitavo da quelle parti e quando ci ero passato passeggero in vespa contromano una notte di un sabato sera.
La periferia urbana, come quella, era proprio lì nitida e mi appariva per quello che era forse per la prima volta: alienante, classista.
Grosse strade a scorrimento veloce e squallidi palazzoni e supermercati, anche già a fine anni 80.
Ci ho vissuto 20 anni, adesso sono combattuto.
C’è aria buona è vero.