Questo non è un twit

A Maggio ho rifatto la pizza coi tomini, ne ho una foto che devo ancora pubblicare.

I passi in avanti che ho fatto nel metodo napoletano non sono ancora abbastanza, in realtà io sono molto lento nell’imparare perché ogni metodo nuovo devo farlo mio e procedo sempre a passi piccoli.

Mi sono dato ancora 3/4 mesi di tempo, senza fretta.

Intanto eccomi qua, da molto che non scrivo, va bene così: questo spazio esiste perché non è obbligatorio.

Non devo scriverci spesso, né sono costretto a scrivere cose intelligenti o interessanti. Solo cose mie.

Allora vorrei salutare una persona che se n’è andata il mese scorso.

Era l’ultimo di quella stirpe, forse anche il più dolce di tutti. Aveva tutti i difetti che un approccio del genere comporta in questo mondo, aldilà della fortuna e della sfortuna.

Ci son posti che associo alle persone, ai ricordi che ne ho, questi sono i posti infestati dai miei spettri, che prendono vita dalla mia mente ogni volta che passo di lì o che penso a quelle zone.

Eccola lì la palude, quella distesa di canne, di acqua inquinata, zona mai bonificata.

Ma qual’era il posto delle lucertole?

Insomma dai

C’è voluto molto ma mi sono poi ricordato di essere molto poco “social” così ho praticamente dismesso qualche account che alla fine risultava inutile.

Questo però è uno spazio a cui sono affezionato e che non voglio lasciare.

Questo Sabato è la prima volta che testerò la mia nuova pizza con degli invitati, d’accordo sono i due cognati ma vedremo.

L’impasto è in maturazione da mercoledì, ho un paio di perplessità la prima riguarda la biga che mi sono dimenticato di rinfrescare e ho mandato di notte, cosa mai fatta e la seconda riguarda la bontà dell’impasto visto che l’ho fatto più grosso del solito.

Insomma in cucina sono cauto prima di presentare cose nuove a qualcuno, al di fuori delle mie cavie cioè figli e consorte, cerco di consolidarle in modo tale che ne conosca meglio tutti i risvolti.

Al massimo farà schifo e non verranno più.

Note sulla mia pizza

Oggi è una di quelle giornate primaverili che mi piacciono tanto.

Non ci sono ancora temperature alte ma freddo non ce n’è, dappertutto c’è un sacco di luce.

Sto cercando di evolvermi in cucina, sempre seguendo il mio stile, riassumibile con la frase “cucino quello che mi piace mangiare” che mi va di pensare assomigli a “fa quel che può quel che non può non fa”.

La pizza: ho lasciato alle spalle il metodo che adottavo fino a questo inverno, non lo userò più e mi sto concentrando su concetti come la maturazione.

Il mio obiettivo è la verace pizza napoletana, forse la strada è giusta ma ho ancora qualche problema. Quindi ho arichiviato il matterello. Ho una cassetta per la lievitazione dei panielli e mi sono messo in rigo coi processi di puntata, staglio e appretto.

Un passo alla volta, faccio una modifica a settimana per capire se la direzione che ho preso è corretta.

Per adesso ho un impasto abbastanza elastico che però mi sembra un po’ troppo idratato allo staglio e di sicuro troppo appiccicoso al momento di essere steso.

Ci sto lavorando.

24 marzo

Ed arriva anche il quinto compleanno della piccola di casa.

Insieme con una riflessione sulle donne di questa famiglia.

Una nata il 12 Dicembre l’altra il 24 Marzo.

24 Marzo e` il giorno dell’eccidio delle fosse Ardeatine e del golpe argentino, il 12 Dicembre quello della strage di piazza Fontana.

Ecco, la parte femminile della nostra famiglia e` nata nel segno di disgrazie tremende.

Auguri Sesi.

Ma quale #petaloso

Insomma, non so, ma a livello di inventiva il nostro grande, tempo fa, per descrivere una cosa o persona veramente veloce aveva coniato il termine iusenboltonico.

Adesso va di moda il cancelletto: #iusenboltonico.

Ecco, ma vuoi mettere? Petaloso? Madeche!

 

Polpo sfizioso

Bene, anzi benissimo, eccoci qua con le mie delizie.

Allora, procuratevi un ottimo polpo, va bene anche surgelato e già tagliato altrimenti fresco.

Lessate il polpo, nel frattempo adagiate, su un grosso piatto fondo, uno strato di olio extravergine di oliva.

Versate sul piatto 4 cucchiai di marmellata di fichi, noi ne abbiamo di fatta in casa, nel caso non si trovasse potete anche usare del miele millefiori.

Scolate il polpo ma non buttate via l’acqua di cottura.

Pulite il polpo e taglitelo a tocchetti e adagietelo infine sul piatto fondo.

Con l’acqua di cottura del polpo preparate a bagnomaria una crema di gorgonzola, quando è ben fusa versatela sul polpo et voila, buon appetito!!!