Benvenuto al Nord

Siamo tornati ormai da 19 giorni, ma solo dopo 3 dal nostro arrivo, durante la pausa pranzo si scatena un temporale e le temperature scivolano verso i 20 gradi.

Bene, sono in moto, l’aqua è abbondante, è fredda e in sella ci sono anche quasi dieci gradi in meno.

Arrivo in ufficio e sono bagnato fino alle ossa, per fortuna ho il cambio, anche se è invernale, da buon motociclista-tutto-l’anno tengo biancheria, pantaloni e magliette/felpa di ricambio.

Che piacere vestire cose asciutte anche se i pantaloni felpati di una vecchia tuta forse, adesso che la temperatura si sta rialzando, sono un po’ eccessivi.

Bene, domani è Ferragosto, dopotutto.

Certo, ma dopotutto mi sono ammalato.

Prima provo a curarmi solo coi fumenti e un antiffimatorio per non arrendermi, insomma fanculo a tutto ma cazzo siamo ancora nella bella stagione. Il medico dice che se dopo 3 giorni non miglioro ci vorrà l’antibiotico ed è il 20. Passa una settimana, sempre peggio.

Niente da fare, devo prenderlo. Sono gonfio come un melone e il tempo per andare al mare mi sa che ormai non lo avrò più.

Che tristezza. Sono ormai quasi due settimane che non sento più un sapore o un odore.

Tutta quella verdura e frutta fresca che mi è passata sul palato, così, come un inerte pezzo di materiale per nutrirsi.

Beh tante persone quando vengono da posti più a Nord di qui si dicono piacevolmente sorpresi dal clima accogliente.

Ecco, proprio così.

Il fatto è che uno nella vita non deve abituarsi al peggio.

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