C’est la vie

Sono pronto a salire in sella.
Un calabrone ha deciso di venire a morire lì, dove dovrei posare le mie terga.
Con un po’ di esitazione lo sposto, lo appoggio sul muretto.
Allora vado.
È buio e la strada di montagna mi sembra la vita.
Ad ogni curva un pericolo e il percorso si accorcia, svolti e vedi un altro pezzo. Tutta così fino in fondo alla valle.
Luccica un treno sulle rotaie là in fondo, sta andando in città.
Adesso arrivo anche io.
Quel che ho saputo oggi non mi è piaciuto molto.
So che un altro capitolo è chiuso, non si tornerà indietro.
È probabilmente l’ultima volta in vita mia che faccio questa strada e, sinceramente, non ho il minimo dispiacere.

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