Un ricordo

Avevo portato, con fatica, i miei 97 cavalli fino al semaforo.
Il grosso stradone intasato era davvero insidioso e si era preso le ultime residue energie mentali del mio cranio esaurito: era Venerdì, all’ora di uscita dagli uffici.
Mi ricordai allora di quella stradina, stretta, quel ponticello sul torrente che stavo per attraversare.
Mi ricordai dei miei 17 anni quando abitavo da quelle parti e quando ci ero passato passeggero in vespa contromano una notte di un sabato sera.
La periferia urbana, come quella, era proprio lì nitida e mi appariva per quello che era forse per la prima volta: alienante, classista.
Grosse strade a scorrimento veloce e squallidi palazzoni e supermercati, anche già a fine anni 80.
Ci ho vissuto 20 anni, adesso sono combattuto.
C’è aria buona è vero.

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